SIAMO TUTTI DIVERSI - IL BIOTIPO 1
- Irene Macrì
- 4 dic 2020
- Tempo di lettura: 4 min

Oggi vorrei parlarti di alimentazione personalizzata. Non voglio parlarti di fabbisogno calorico, attenzione! Quello naturalmente varia da persona a persona. Un atleta con un metabolismo basale che supera le 2000 Kcal e uno stile di vita sportivo e una donna sedentaria con un metabolismo basale di 1300 Kcal, per forza di cose reagiranno in modo diverso alla stessa alimentazione. Molto probabilmente con una dieta da 1800 Kcal, il primo dimagrirà e la seconda ingrasserà decisamente.
Ma non è qui che voglio soffermarmi oggi.
Vorrei andare molto più a fondo. Già dai tempi di Ippocrate si era capito come gli esseri umani potessero essere catalogati in biotipi differenti con caratteristiche fisiche, endocrinologiche e ormonali simili all’interno dello stesso gruppo. La classificazione più nota è forse quella di Sheldon, che suddivide i biotipi costituzionali in Ectomorfo, Mesomorfo ed Endomorfo, riferendosi ai tre foglietti embrionali da cui originano i diversi tessuti. La medicina cinese propone invece una suddivisione basata sui cinque elementi, mentre la medicina Ayurvedica, con i suoi Dosha, non è molto lontana dalla classificazione di Sheldon, con cui troviamo diverse corrispondenze. La medicina orientale però richiede anni di studio per poter essere utilizzata a questo scopo, mentre nella medicina occidentale si ha spesso la necessità di un riscontro più rapido. La CronOrMorfodieta del dr. Spattini si basa proprio su questo concetto. Ci rifacciamo noi con molta più facilità ai biotipi da lui indicati, e oggi vorrei brevemente illustrarti il primo. Considera che le problematiche che descriverò, riguarda un biotipo in sovrappeso con uno stile di vita non completamente corretto, in cui vengono esaltate tutte le predisposizioni del soggetto.
Biotipo Ipolipolitico – immaginiamo la donna con conformazione “a pera” (questo biotipo descrive molto bene la donna mediterranea), caratterizzata da un accumulo adiposo nella parte inferiore del corpo, cattiva circolazione e predominanza estrogenica. Si può ritrovare anche nell’uomo, con scarsità di testosterone, corpo flaccido e pochi peli. Entrambi hanno spesso un metabolismo lento dovuto a un più o meno lieve ipotiroidismo. Spesso il soggetto tende ad affidarsi a diete scarse di carboidrati e iperproteiche, ma questo non fa altro che rallentare in primis la tiroide e la conversione di T4 in T3, e di conseguenza il metabolismo, oltre che creare acidità nell’organismo, accentuando problemi come la cellulite! La donna in questione non deve esagerare con i grassi (“cattivi”, derivati da carni, formaggi, margarine e prodotti da forno) perché riesce scarsamente a metabolizzarli. Deve invece inserire nella sua alimentazione una buona quantità di omega 3, e di olio di oliva, per preservare appunto la salute dell’endotelio. Sicuramente bisogna favorire l’eliminazione degli estrogeni, che lei produce in grande quantità, e che vengono metabolizzati dal fegato. Una buona quantità di grassi buoni, a tal proposito, favorisce il funzionamento epatico, soprattutto nella prima metà del ciclo mestruale. Bisogna invece evitare i grassi saturi, che stimolerebbero una maggiore produzione di estrogeni, oltre a favorire l’infiammazione e la vasocostrizione del circolo sanguigno. La nostra donna, che definiremo quindi con conformazione ginoide, potrebbe trovarsi molto bene con una dieta vegetariana, che stimolerebbe molto bene sia ipofisi che tiroide. L’apporto proteico dovrà quindi derivare da legumi, soia, tofu, uova e latticini magri. Va bene anche una discreta quantità di pesci e carni bianche, se gratite. Avete presente i disturbi come sindrome premestruale, ciclo abbondante e doloroso, endomentriosi? Sono sicuramente tipici di questa donna che produce una buona quantità di ormoni femminili. Abbiamo parlato di cattiva circolazione! Ebbene si! Se questa donna vanta, in normopeso e non solo, un vitino da vespa, lotta però per tutta la vita contro la famigerata cellulite! Apriamo un piccolo capitolo. Il tessuto adiposo è inizialmente imbevuto di liquidi. Il connettivo poi degenera e diventa denso, fibroso e sclerotico. La cellulite è quasi sempre derivata da una circolazione sanguigna non ottimale, ben diverso dal parlare di adiposità localizzata, anche se molto spesso le due cose sono associate. Molti fattori concorrono a provocare una sofferenza del microcircolo e sono l’ereditarietà, la sedentarietà, la stitichezza (ebbene sì), la postura, squilibri ormonali (eccesso di estrogeni appunto), sovrappeso.
Ma veniamo alla parte divertente! Il “food timing”, cioè come e quando mangiare determinati macronutrienti! Lo sapete ormai da tempo. Non sono una sostenitrice dei conteggi calorici, ma delle strategie vincenti! Quelle strategie che ci fanno raggiungere risultati, ma che soprattutto ci fanno seguire un certo piano per tutta la vita.
Ebbene. Per il biotipo ipolipolitico sembrerebbe ideale un’assunzione di carboidrati sia a colazione che a pranzo, nel primo caso con cereali integrali e frutta e nel secondo caso con cereali integrali, legumi, verdure amidacee, e una discreta quota proteica, in base all’attività sportiva e la massa muscolare. Ottima invece una cena iperproteica, associata a verdura verde alcalinizzante, per stimolare la produzione notturna di GH, che verrebbe invece inibito da zuccheri serali (e quindi dall’insulina). Il GH (ormone della crescita), stimola la lipolisi (distruzione del grasso), carente in questo biotipo.
Scopriremo più avanti gli allenamenti migliori per i diversi biotipi.
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